Quando un paolano scruta nel suo cuore e va alla ricerca dei momenti più rilevanti della sua vita, nei quali non è mai solo a festeggiare ma, anzi, è circondato da un senso di condivisa euforia, l'antenna della memoria si sintonizza su episodi come questi, unici pur nella loro ripetitività e ognuno, ovunque si trovi, pensa a quando da Piazza Cancello, volgendo lo sguardo verso la scalinata della Macchia, Ti vede apparire maestoso e austero. Bentornato, San Francesco ancora in mezzo a noi; grazie per averci riunito, grazie per averci permesso di aggiungere anche questa festa alla lunga ed emozionante sequenza di appuntamenti ai quali nessuno vorrebbe mancare. Oggi siamo qui, nella Piazza consueta, all'ora consueta del giorno consueto ma il nostro cuore, lungi dall'essere assuefatto, rimane comunque in tumulto, forse perché sa di dover parlare non solo per se stesso ma anche per chi non c'è.
In questo luogo così simbolicamente importante, nell'esprimere gratitudine e riconoscenza a S.E. Mons. Antonio Ciliberti, che ha scelto di esserci, rinfrancandoci con la sua parola ferma e suadente, saluto, con rispetto e cordialità, il reverendissimo Padre Generale, il molto reverendo Padre Provinciale, la Comunità dei Padri Minimi, le Autorità Religiose, Civili e Militari, il signor Prefetto, i Rappresentanti delle Istituzioni, delle Forze dell'Ordine, delle Associazioni e voi Gente venuta da ogni dove, per darvi appuntamento in questa terra ospitale ed accogliente; a tutti l'abbraccio caloroso di questo magnifico popolo orgoglioso di appartenere alla città di San Francesco. La soavità di queste ore ci fa ricordare, con ancora maggiore mestizia, la difficile condizione della gente d'Abruzzo e, nel tributare nuovamente la nostra vicinanza, vogliamo esprimere la gratitudine alle persone in uniforme e non, ai meravigliosi Vigili del Fuoco, alla Croce Rossa, anche quella paolana, ai Volontari ed alle Associazioni che si sono adoperate per portare conforto e ristoro. Anche Paola ha partecipato a questa staffetta di solidarietà donando, tra l'altro, parte di quell'oro raccolto lo scorso anno, allorché tanti Cittadini si sono privati di qualcosa di intimo e prezioso, pur di contribuire alla realizzazione della nuova chiave della città, mirabilmente creata dal maestro orafo Gerardo Sacco, che saluto e ringrazio ancora, anche per la sua capacità di essere davvero nostro cittadino onorario. Questo è lo spirito che ci deve guidare, quello che ci fa sentire vicini anche quando siamo lontani e che permette di pensarci come se fossimo un'unica grande entità ed è proprio in nome di questi sentimenti che mi piace salutare la delegazione di Susa che, in questi giorni, è presente nella nostra Città e, con essa, i tanti paolani di Susa che sono ritornati presso i loro cari. Il 1° maggio, approfittando anche della presenza del loro Sindaco, abbiamo celebrato insieme la festa dei lavoratori, dedicando uno slargo del nostro centro storico proprio a quella Città che ha saputo, nel tempo, accogliere tanti nostri concittadini, permettendo loro di affermarsi e realizzarsi; uno di loro, Eugenio Siciliano, ne è diventato anche amministratore ed io, ovviamente, voglio far sentire loro la nostra gratitudine ed il nostro affetto, perché hanno portato a Susa uno spicchio di Paola, non rinunciando mai alle loro usanze. Grazie, dunque, per il vostro meraviglioso esempio e, attraverso voi, voglio stringere in un abbraccio ideale i tanti emigranti che in questi giorni sono a Paola e quelli che avrebbero voluto esserci per festeggiare e gioire con noi. A tutti la riconoscenza, la gratitudine e l'affetto di questa Città cresciuta anche attraverso i vostri sacrifici e che non vi dimentica mai, anche perché sa che siamo figli dello stesso padre.
É presente inoltre, e la saluto con piacere, la delegazione di Fréjus, con la quale festeggiamo il 25° anniversario del patto di amicizia, nato con la consiliatura del Sindaco Lo Giudice e poi proseguito con le altre Amministrazioni. Grazie amici francesi per questo splendido legame e per questa proficua unità di intenti. Quest'anno, però, c'è qualcosa di speciale in questo tradizionale incontro, quasi a voler ribadire la sensazione di una festa che sempre più si dilata, proprio per la prorompente vitalità del nostro Santo. Quest'anno abbiamo, infatti, il privilegio di avere in mezzo a noi Claudio Ricci, Sindaco della città di Assisi, alla quale Paola, per ovvi motivi, è indissolubilmente legata. Grazie caro Sindaco per la tua venuta, che diventa l'ulteriore conferma del grande afflato esistente tra le due Comunità, peraltro già simbolicamente raffigurato dalle splendidi lanterne create dal nostro maestro d'arte Osvaldo Jorio e che illuminano la Sacra tomba del Santo di Assisi. Noi avevamo già avuto la soddisfazione di ospitarti e spero, quindi, che la Tua presenza diventi stabile e costante, proprio come il bellissimo legame che, da sempre, intercorre tra il Santo della povertà ed il Santo della carità. Tra l'altro, oggi, siamo particolarmente fortunati perché questa è la Tua prima uscita pubblica da neo-eletto Presidente delle Città patrimonio dell'UNESCO. Auguri Sindaco per questo nuovo riconoscimento alla Tua passione civile ed al Tuo impegno sociale. Mi piace, in questa circostanza, ricordare la Tua magnifica idea di realizzare due monumenti raffiguranti i due Santi, da collocare nei due Comuni e, in quella occasione, sarebbe bello dedicare lo spazio prescelto proprio alla Tua Città, in modo da suggellare questa vicinanza. Noi siamo pronti e non sarebbe male se lo fosse chi sta istituzionalmente più in alto, in modo da dare maggiore impulso e vigore a questa straordinaria iniziativa. Vedi caro Sindaco, da noi per rappresentare la Calabria ci si rivolge ai calciatori, ai bronzi, o agli slogan, e non si capisce che non c'è alcun messaggero migliore del nostro Santo Francesco il quale, comunque, a dispetto di tutti e di tutto, continua a rappresentare la testimonianza più autentica e concreta della nostra calabresità, facendoci sentire a casa nostra anche quando ci si trova lontano dalla propria terra d'origine. Oggi, però, carissimo collega, la tua presenza è l'ennesima conferma di un Santo che riesce a farsi strada da solo e che stabilisce chi deve essere strumento per agevolare determinati eventi e, perciò, nel ribadire a te la mia riconoscenza per la Tua cortese disponibilità vorrei, altresì, salutare e ringraziare chi ha reso possibile questo incontro, ossia il nostro concittadino Marco Brusco, professionista affermato in quel di Perugia, ma sempre pervaso da quella teoria in base alla quale si può staccare un paolano da Paola ma non Paola da un paolano. Grazie Marco per la tua cortese collaborazione e, mi raccomando, continua a prestare, verso la tua terra, l'attenzione che è propria di chi le vuol bene e aspetta soltanto di dare il suo contributo per vederla crescere. Questi sono gli eventi che ci fanno inorgoglire, che ci fanno guardare al futuro con fiducia e ottimismo; ma anche quando ci sentiamo appagati, non dobbiamo mai dimenticare la realtà che ci circonda ed agire, sempre, come se appartenessimo ad un'unica grande famiglia portando negli occhi e nel cuore le vicissitudini di ognuno che, in tal modo, diventano di tutti. Se guardiamo nella folla scopriamo che mancano parecchi visi ed altrettanti sorrisi; anche la Banda, quest'anno, ha un suono più mesto, forse perché un sassofono ha smesso di suonare. Noi preghiamo per i nostri morti affinché trovino, all'ombra del Tuo mantello, il riposo eterno; allo stesso modo preghiamo per i Congiunti affinché percepiscano sempre il Tuo messaggio, che consiste non già nell'ottenere quel che si desidera ma nel saper accettare quel che la vita propone.
Ti vogliamo raccomandare però, in special modo, chi lotta, magari lontano da Paola, in un letto d'ospedale nel quale è trattenuto ormai da diverso tempo.
Fà S. Francesco che ognuno trovi la sua consolazione e che ogni dolore possa trasformarsi in sorgente di vita. Fà che ogni notte abbia la sua alba e che la luce non sia mai una rivelazione ingannevole. Fà che ognuno di noi, soprattutto chi è giovane, sia capace di non minare la propria salute con alcol, droga o con stili di vita dediti alla ricerca di quel corpo perfetto che tende ad eliminare i fragili ed i disabili. Fà che ognuno di noi, soprattutto chi è tenuto a dare esempio, sia capace di non deludere le aspettative di chi ci guarda, perché ogni illusione spenta è un fiore reciso nel giardino della vita.
Aiutaci caro San Francesco a creare sempre di più le condizioni affinché a nessuno sia consentito di mortificare questa terra meravigliosa nella quale, secondo qualcuno, anche il solo mantenimento dell'ospedale può diventare una sorta di regalo o di conquista e non si capisce, o non si vuol capire, che non consentiremo a nessuno di umiliare le nostre intelligenze. L'ospedale S. Francesco di Paola continuerà ad esistere ed a potenziarsi, perché questo vuole la sua storia, pur se nell'ottica di una fisiologica riorganizzazione che ha visto Sindacati, Comitato Bonavita, Operatori, Manager e Politici accorti sempre d'accordo sulle varie iniziative e noi rimarremo uniti, vigili ed attenti affinché non vengano calpestate le prerogative del cittadino-utente: le uniche alle quali siamo interessati; aiutaci a comprendere che i compromessi e le scorciatoie, di qualunque tipo, sono tipici di chi scrive la propria storia sulla sabbia; noi abbiamo bisogno, invece, di uomini che attraverso la fatica e l'impegno vogliono scolpire le proprie azioni sulla roccia; aiutaci ad essere consapevoli che, attraverso il sacrificio e la dedizione, è possibile arrivare ovunque, proprio come dimostra la splendida storia della dottoressa Giusy Ianni, che è diventata, giovanissima, magistrato della Repubblica. Auguri a Lei carissima dottoressa e che il suo esempio possa far capire, ai tanti ragazzi, che ogni sogno se si vuole può diventare realtà. Impadroniamoci dunque della nostra esistenza, prendiamoci gioco dei mercanti del nulla e costruiamo insieme la società dei diritti e dei doveri, nella quale si capisca che a nessuno può essere consentito di vivere al di fuori delle regole e che al contrario ognuno deve sentirsi parte attiva per contribuire alla creazione di un mondo più giusto e più equo, nel quale vinca non il più furbo ma il più bravo e prevalga non il più forte ma il più meritevole; se così sarà avremo dato il nostro contributo perché non accadano più fatti dei quali vergognarci e avremo agevolato anche il compito di chi, in divisa o con la toga, vigila sulle nostre vite e ai quali va il nostro ringraziamento.
Aiutaci a percepire la vera essenza della nostra condizione: chi ti vuol bene, si deve voler bene e deve, soprattutto, voler bene agli altri, proprio come tu ci hai insegnato indicando la pace come il più importante fra tutti i doni e la capacità di perdonare come il più prezioso dei comportamenti umani.
A tal proposito, affinché si diventi tutti, anche in maniera tangibile, operatori di giustizia sociale, vorrei ricordare che è possibile devolvere il cinque per mille della propria dichiarazione dei redditi anche a favore del Comune, il quale darà vita ad un Comitato, composto da tutte le Associazioni di volontariato, in modo da intraprendere ulteriori iniziative per aiutare chi sta peggio e delle quali si renderà puntualmente conto alla pubblica opinione. Sarà il modo di tutte le persone di buona volontà per affermare ancora meglio la nostra paolanità migliore, quella che ci rende partecipi delle sofferenze altrui e che ci induce a diventare, in silenzio e con discrezione, protagonisti attivi e determinati, proprio come lo sono i tanti nostri concittadini, da sempre impegnati, a vario titolo, in azioni di volontariato e ai quali diciamo, semplicemente, grazie.
Per lo stesso scopo si sta studiando, sempre con i volontari, un'azione sinergica con i supermercati, in modo da distribuire gratuitamente, a chi ne ha bisogno, i prodotti alimentari con scadenza. Questa è la Paola che sogniamo, nella quale si riduca al minimo l'indigenza e chiunque trovi risposte alle sue esigenze primarie. Questa è la Paola per la quale siamo disposti a spenderci impegnando ogni nostro sforzo pur sapendo che, a volte, c'è qualcuno che non si rende conto della grande responsabilità di essere Tuo concittadino.
Aiutaci, perciò, a riflettere, a capire e ad agire in sintonia con il Tuo messaggio e ad essere reattivi quando ce ne distacchiamo in modo da correggere in nostri errori.
Stacci vicino, anche quando ti sembriamo lontani e facciamo di tutto per meritare il Tuo distacco; anzi, soprattutto in quei momenti, quando l'uomo presuppone di essere onnipotente, aiutaci a recuperare il senso della vita. Del resto, questa è la nostra speranza: sapere che anche nella notte più buia e tempestosa, quella nella quale il mare della vita appare indomito e ribelle, c'è sempre la tua figura amica che ci sostiene, ci conforta e ci indica, proprio come fai con i Tuoi marinai, il porto più vicino nel quale riparare e questa speranza diventa certezza ogni qual volta saremo capaci di ritornare a Te e quindi di ritrovare noi stessi. Alla fine di questo incontro, mi piace ripensare alla bellissima omelia di Mons. Renzi il quale, il 2 aprile, ci ha ricordato che il nostro Santo si è caratterizzato per le 3 P: perdono, penitenza e preghiera. Lei ci scuserà, Eccellenza, ma ci permettiamo, molto umilmente, di aggiungere la 4° P che è la P di Paola, quella che ci fa dire, con fierezza e con passione, " U 4 maggi a ma sta tutti a Paola", proprio come dimostra la bellissima atmosfera di oggi, dalla quale nessuno vuole essere lontano, perché grazie ad essa, ognuno si sente rigenerato per affrontare al meglio le vicende della vita e gli addobbi, le luci, i tanti balconi che parlano di Te vogliono soltanto dirti: Paola è Tua e tale vuole rimanere. Grazie S. Francesco per questa emozione immensa.
Prima di consegnare la chiave, vorrei ringraziare il Corpo della Marina Militare, le Forze dell'Ordine, i Vigili del Fuoco, la Polizia Municipale, la Gente che vive col mare e nel mare, il nostro Personale, le Associazioni di Volontariato, le Cooperative Sociali, i Lavoratori Socialmente Utili, le Istituzioni e gli Enti che hanno collaborato, la Banda S. Maria degli Angeli, la Banda S. Francesco di Paola, i Comitati di Quartiere fieri e spontanei, gli infaticabili portatori della Statua, i magnifici artefici della barca col mantello, gli splendidi volontari del Santuario, coloro che hanno reso possibile la diretta web e, infine, il grazie a tutti Voi meraviglioso e variegato popolo di Dio; lasciamoci con la consapevolezza che se è bello ritrovarsi, è ancora più bello portare nella propria vita l'eco di questa memorabile giornata.
VIVA PAOLA - VIVA LA CALABRIA - VIVA S. FRANCESCO